Il futuro è già determinato? :Ilya Prigogine

Il futuro è già determinato?
COLLANA: Arcobaleno
Ilya Prigogine
Pagine:96 - Prezzo: € 8,50
ISBN: 8883230523
Anno di pubblicazione: 2003
Note:
Traduzione di Maria Pia Felici

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Il futuro è già determinato? - Ilya Prigogine

 

 

29.05.2003

 

 

 

IL GRANDE SCIENZIATO È MORTO A 85 ANNI

 

 

 

È scomparso ieri nella sua casa di Bruxelles, all’età di 85 anni, Ilya Prigogine, premio Nobel per la Chimica nel 1977. Tra le figure più rappresentative del ’900, sostenne, tra l'altro, la fallacia della distinzione fra scienze umane e scienze esatte, fra cultura scientifica e filosofica. Prigogine è stato soprattutto uno scienziato, uno dei più importanti fisici e chimici della storia umana. Nato a Mosca nel 1917, ha operato quasi sempre a Bruxelles, dove i suoi si trasferirono nel 1929. Nel 1947 ebbe dall'Università della città belga la cattedra di Fisica Chimica e di Fisica Teorica, che ha conservato fino a oggi (aggiungendovi fra l'altro, recentemente, la carica di direttore del Centro di meccanica statistica dell'Università del Texas a Austin). Prigogine era membro onorario dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, dove spesso si recava a tenere i suoi memorabili seminari: come «verso un umanesimo scientifico» del 1989, coordinato dal suo discepolo napoletano prediletto, Alfonso Maria Liquori.
Il centro dei molteplici interessi di Prigogine concerne quegli stadi di non equilibrio che hanno rivoluzionato la fisica contemporanea. Lo studioso di origine russa ha elaborato in particolare una teoria delle «strutture dissipative» (nota presso il grosso pubblico come «teoria del caos»), che presto si è rivelata essere non la teoria di casi eccezionali e particolari bensì un modello in grado di esplicare compiutamente la stessa vita sull'universo. Ciò ha rappresentato un severo colpo alla teoria classica della fisica moderna di origine newtoniana, alla concezione del mondo che riteneva la realtà il risultato di leggi matematiche e perfette. È come se di colpo la libertà e l'indeterminatezza avessero preso il sopravvento in un universo rigidamente definito e predeterminato: un ulteriore colpo alle certezze metafisiche che avevano segnato la nascita della concezione del mondo ancora dominante.
Prigogine, che per queste sue scoperte fu insignito del Nobel, ebbe il merito di svolgere alta divulgazione in opere notissime anche al pubblico italiano (ricordiamo, fra tutte, La nuova alleanza, del 1979, scritta con Isabelle Stengers; Le strutture dissipative, del 1982; Dall'essere al divenire, del 1986). Merito di Prigogine è stato poi quello di estendere il suo modellofisico - chimico a sempre nuovi ambiti, fino a fare della «teoria del caos» una concezione generale del mondo e della vita. Tuttavia, Prigogine ha però affermato con chiarezza e onestà intellettuale che, nell’ambito del sapere, la certezza non è mai raggiungibile e che ciò che soprattutto conta è non il risultato ma la Passione del conoscere (come recita il titolo di un suo bellissimo libro uscito nel 1993 per Laterza). In questo richiamo classico si può sintetizzare il profilo umano e culturale di una figura espressione, com’è stato detto di lui, dello «spirito europeo» più puro.